Ha vinto Trump: mea culpa

Su Strade aggiungo un personale punto di vista su cosa è accaduto nelle presidenziali statunitensi e sugli errori di valutazione commessi (anche da me). A differenza di molti analisi che ho letto non ritengo di avere la verità in tasca, ma credo sarebbe utile incominciare a ragionare sul futuro. Come sosteneva Napolitan si impara di più dalle sconfitte e dagli errori che dalle vittorie (a patto di voler capire aggiungo io).

(…) Qui non si tratta di problemi di campionamento, i sondaggi non dovrebbero servire a dire “chi vince” (funzione oracolo), ma a dire “come vincere” (funzione strategica). Così, occupandosi di modificare il colore degli stati nelle cartine, ci si è dimenticati di analizzare in profondità altri “stati”, vale a dire gli stati d’animo dell’elettorato. Eppure che la “pancia” dell’elettorato fosse in ebollizione era evidente e sicuramente a conoscenza del quartier generale democratico, ma la candidata non è stata in grado di parlare a quelle persone e ha prevalso la voglia di cambiamento, la voglia di far pulizia a Washington che periodicamente ritorna nella storia americana. Servivano strumenti qualitativi e non solamente quantitativi.

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Convegno su Big Data e presidenziali USA

Oggi pomeriggio sarò tra i relatori di “USA2016: i Big Data e la sfida Trump Clinton”, parleremo di Big Data e delle imminenti elezioni statunitensi. Come si stanno comportando i candidati e chi sarà a prevalere?

Dalle 16.30 alle 18.30 presso la Facoltà di Scienze Politiche in Via Conservatorio 7 (Sala Lauree).

Quale è stato il trend delle ultime settimane nell’opinione pubblica americana? Quali sono state le emozioni degli americani durante i tre “faccia a faccia” televisivi tra i candidati? E soprattutto, chi vincerà le presidenziali tra #Hillary e #Trump?

Ne discutono: Andrea Ceron (Università degli Studi di Milano e VOICES from the Blogs), Marco Cacciotto (Università degli Studi di Milano), Gianluca Mercuri (Corriere della Sera), Vittorio Emanuele Parsi (Università Cattolica di Milano), Marco Sioli (Università degli Studi di Milano)

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Eletto nel Board della IAPC

Da studente ho divorato i libri di Joe Napolitan e Michelle Bongrand che, nel 1968, fondarono la IAPC (International Association of Political Consultants). E’ per me una grande soddisfazione e un onore poter dire che per i prossimi due anni farò parte del Board of Directors della più importante associazione per chi si occupa di consulenza politica.

IAPClogo

Data-driven politics is the solution?

Sul New York Times un duro attacco alla data-driven politics che sta producendo campagne senz’anima e inefficaci. E Voi cosa ne pensate?

Over the past decade or so, political campaigns have become more scientific. Campaign consultants use sophisticated data to micro-target specific demographic slices. Discussion around politics has also become more data driven.

Unfortunately, the whole thing has been a fiasco. As politics has gotten more scientific, the campaigns have gotten worse, especially for the candidates who overrely on these techniques.

That’s because the data-driven style of politics is built on a questionable philosophy and a set of dubious assumptions…

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Unknown

The Victory Lab

A lot of hype on this book that will be released on the 11th of september: the author, Sasha Issenberg, promise to presents the untold story of the analytical revolution upending the way political campaigns are run in the 21st century. I call it “Fast Politics”.