Inchiesta su Cambridge Analytica

Una inchiesta condotta dal New York Times e dal Guardian ha svelato come Cambridge Analytica abbia ottenuto in maniera scorretta i profili Facebook di circa 50 milioni di elettori americani per utilizzarli a fini elettorali.

Cambridge Analytica, dopo aver lavorato per Cruz nelle primarie repubblicane, ha lavorato per Trump identificando elettori target e messaggi più adatti per convincerli.

Di seguito una serie di risorse sull’inchiesta e sul lavoro di CA.

L’inchiesta del NY Times

Articolo Agi su lavoro CA per partito italiano

Nix Alexander spiega il metodo di Cambridge Analytica

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Alec Ross for Governor

Alec Ross lancia la sua candidatura a governatore del Maryland con un bel video che mostra tutto ciò che insegno ai miei studenti: partite dal perché vi candidate, e nel perché c’è la vostra biografia, la vostra esperienza personale, professionale e politica.
Buona notizia per gli elettori del Maryland, in bocca al lupo Alec!

Per vedere il video

Re-boot globalization?

Mr Zuckerberg’s gave today an interview to BBC that comes alongside the publication of a 5,500-word letter he has written about the future of Facebook and the global economy.

Zuckerberg thinks that “A lot of today’s biggest opportunities will come from bringing people together – whether that is spreading prosperity or freedom, or accelerating science, or promoting peace and understanding.” At the same time he argues that there is a need for a new globalization that works for everyone because “A lot of challenges we face today are also entirely global – fighting climate change or ending terrorism, or ending pandemics, or when a civil war in one country leads to a refugee crisis across different continents.These are inherently global things and require a different level of infrastructure than we’ve had historically”.

We don’t know if he will become a political candidate in the future, but he doesn’t need it to be instantly an important political actor in the public arena.

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Ha vinto Trump: mea culpa

Su Strade aggiungo un personale punto di vista su cosa è accaduto nelle presidenziali statunitensi e sugli errori di valutazione commessi (anche da me). A differenza di molti analisi che ho letto non ritengo di avere la verità in tasca, ma credo sarebbe utile incominciare a ragionare sul futuro. Come sosteneva Napolitan si impara di più dalle sconfitte e dagli errori che dalle vittorie (a patto di voler capire aggiungo io).

(…) Qui non si tratta di problemi di campionamento, i sondaggi non dovrebbero servire a dire “chi vince” (funzione oracolo), ma a dire “come vincere” (funzione strategica). Così, occupandosi di modificare il colore degli stati nelle cartine, ci si è dimenticati di analizzare in profondità altri “stati”, vale a dire gli stati d’animo dell’elettorato. Eppure che la “pancia” dell’elettorato fosse in ebollizione era evidente e sicuramente a conoscenza del quartier generale democratico, ma la candidata non è stata in grado di parlare a quelle persone e ha prevalso la voglia di cambiamento, la voglia di far pulizia a Washington che periodicamente ritorna nella storia americana. Servivano strumenti qualitativi e non solamente quantitativi.

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