For the many, not the few

Una piccola curiosità, lo slogan di Corbyn era lo stesso dell’avvio del new labour di Blair.
“For the future, not the past. For the many, not the few. For trust, not betrayal. For the age of achievement, not the age of decline.” – Tony Blair, Labour Party Conference, 1996.

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La sfida per i partiti mainstream

La sfida per i partiti mainstream non è di dimostrare che i partiti populisti sono brutti, sporchi e cattivi e loro sono il meno peggio, ma di rinnovarsi profondamente.
Siamo in un’era nuova con problemi che non hanno precedenti e che richiedono soluzioni nuove e coraggiose.
In questo senso i commenti sul governo Macron del tipo “avete visto non è di sinistra ha nominato un capo di governo di destra” o la contabilità se ci siano più esponenti di destra o di sinistra non colgono il punto.
In questa fase i Paesi si governano dal centro, quello che Kennedy definiva il “Centro vitale”: guardate il curriculum delle persone scelte e le proposte che faranno. Non è più sufficiente la frattura destra/sinistra a descrivere le divisioni politiche: apertura/chiusura, globalizzazione vs sovranismo (nazionalismo), alzare muri o costruire muri per citarne alcune.
Ne ho parlato l’ultima volta in un convegno internazionale a Kiev e sì sostenevo che Macron poteva vincere, quando praticamente tutti sostenevano il contrario.

#tuttostanelcogliereilpunto

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Lessons From the Italian Referendum

Lessons From the Italian Referendum, my first article for C&E Europe

Former British Prime Minister David Cameron and Italy’s former Prime Minister Matteo Renzi made the same mistake: they personalized the respective referendum campaigns they presided over, and as a result they lost.

It’s worth noting that Cameron and Renzi had the same advisor: Jim Messina, President Obama’s 2012 campaign manager.

A core lesson from both campaigns: electoral campaigns and referendum campaigns are not the same. When running a referendum there are three rules to follow: 1) Referendum campaigns are about issues, not individuals 2) They are won when you can appeal to everyday issues, and 3) Get to the point and simplify.

The Italian referendum was about complex constitutional reform, but it became a referendum on Renzi…

Read the complete article

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Lezioni dal voto francese

Da noi si commenta sempre il risultato negli altri Paesi pensando all’Italia. Allora alcune considerazioni:
1) le regole contano: nel doppio turno si vota prima “a favore”, e poi nel ballottaggio “contro”
2) l’obiettivo della Le Pen sono le presidenziali e non solo è già la front runner, ma il suo partito è ancora in crescita
3) da noi il “terzo incomodo” è il M5S non la Lega Nord (qui inoltre farà parte e non sarà contrapposto al centro destra)
4) guardate con attenzione cosa accadrà in Spagna
5) i partiti socialisti sono in profonda crisi: terzo posto in Francia, terzo o quarto posto in Spagna
6) socialisti e popolari fanno fatica a rappresentare metà dell’elettorato.
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Vincere le elezioni porta a porta (alla conferenza Eapc)

La bella intervista di Lorenzo Biondi (Europa Quotidiano) a Guillaume Liegey ospite della 18ma Conferenza della Eapc.

Bisogna farci i conti: in tutta Europa i partiti progressisti non riescono a suscitare particolari entusiasmi. E tanti elettori disillusi, il giorno del voto, se ne stanno a casa. O scelgono il voto di protesta. C’è una risposta firmata Barack Obama 2008 (nel senso della campagna elettorale che portò l’attuale presidente alla Casa Bianca): G.O.T.V., get out the vote. Scovare gli elettori potenziali, puntare su di loro.
Guillaume Liégey, nel 2008, prese parte a quella campagna. Al ritorno nella sua Francia pensò di portare quell’esperienza dentro il Parti socialiste. Fino a mobilitare 80mila volontari per Hollande. Ora, insieme ai colleghi Arthur Miller e Vincent Pons, ha raccontato la campagna elettorale in un libro. Un modello buono anche per l’Italia? Lui pensa di sì. Ce lo spiega da Milano, dove è arrivato per la conferenza annuale della European Association of Political Consultants.Leggi tutto

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EAPC

Torno in Italia dopo due giornate intense nella splendida Dubrovnick dove si è tenuta la XVII Conferenza dell’Associazione Europea dei Consulenti Politici (EAPC). Torno con due belle novità: la prima è che la prossima edizione si terrà a Milano dal 16 al 18 maggio 2013; la seconda è che sono stato eletto nel board dell’associazione.
Ora al lavoro per organizzare una conferenza memorabile e dare una grande occasione di visibilità alla consulenza politica nel nostro paese.