Porta a porta e manifesti: i fondamentali non tradiscono

Europa Quotidiano mi ha intervistato per il ciclo Spin Factor. Ho cercato di spiegare il mio approccio alle campagne elettorali:

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Marco Cacciotto racconta i giorni della campoagna di Alessandra Giudici per riconfermarsi presidente della provincia di Sassari nel 2010

D: Le strategie nascono dallo scenario della campagna elettorale. Ci può spiegare qual era il contesto in cui è nata l’elaborazione della campagna e quali sono le linee strategiche che avete adottato?
Punto di partenza per l’elaborazione di una corretta strategia è la conoscenza del contesto competitivo e dell’avversario attraverso la raccolta del maggior numero possibile di informazioni per elaborare un piano e un messaggio coerenti con il contesto di riferimento. Il contesto di partenza non era favorevole al centrosinistra e ad un candidato uscente. Il turno amministrativo appena terminato a livello nazionale aveva segnato una sconfitta del centrosinistra che aveva perso diverse regioni e subito sconfitte in vere e proprie roccaforti (ad esempio Mantova). Berlusconi e il centrodestra avevano l’opportunità di “politicizzare” il voto per ribaltare l’esito del 2005 e distogliere l’attenzione dai temi e dai candidati locali.

Nel 2005 Alessandra Giudici aveva vinto con il 60,7% e una coalizione molto ampia a sostegno con ben 11 liste. Nel 2010 lo scenario era completamente cambiato con il centrosinistra diviso, un trend nazionale sfavorevole, il passaggio dall’altra parte del Partito sardo d’azione che cinque anni prima aveva preso il 6,6%. Questa volta le liste a sostegno erano “solamente” cinque e non era stato possibile creare una lista del presidente. Allo scenario politico si aggiungeva lo scenario economico, con una provincia che stava attraversando, al di là della crisi generale, un momento terribile, forse il peggiore degli ultimi 60 anni (basti pensare allo sfacelo dell’industria chimica e all’Isola dei cassaintegrati salita proprio in quel periodo alla ribalta mediatica nazionale). Crisi e lavoro sarebbero stati al centro della campagna, ma il tono della stessa doveva essere positivo, rassicurante, orientato al futuro attraverso soluzioni concrete per uscire dalla crisi e dare un futuro al territorio del nord-ovest.
D:  Claim, payoff, visual: come sono nate le vostre scelte?
L’essenza della strategia politica risiede nella capacità di contrapporre il proprio punto di forza al punto di maggiore debolezza dell’avversario. I messaggi dovrebbero essere basati sulle virtù e sui difetti dei candidati (l’esperienza, la competenza, l’integrità, la compassione, ecc.), sulle differenze ideologiche legate agli schieramenti di appartenenza, su situazioni di contesto generiche come il cambiamento opposto allo status quo oppure il progresso opposto alla stagnazione o, infine, su una combinazione di ciascuna delle tre possibilità precedenti. Una prima scelta da effettuare in tempi brevi per l’impostazione della campagna elettorale è legata al comunicare “la persona” o il progetto. Una campagna elettorale è un racconto che coinvolge vari aspetti: le caratteristiche del candidato, le idee e le proposte, ma soprattutto non deve mai dimenticare i cittadini.
Anche la migliore storia, se non è in sintonia con i desideri e le aspirazioni degli elettori in quel momento, è destinata, infatti, a fallire (…)

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