Germania: l’evoluzione centrista dei verdi

L’ evoluzione «centrista» dei Verdi Un partito che piace ai borghesi

– La strada di Joschka Fischer da tassista a ministro degli Esteri e ora a consulente della Bmw (l’ annuncio è di quattro giorni fa) è lunga ma non tortuosa come si potrebbe pensare. L’ esponente più conosciuto nella storia dei Verdi è semplicemente il testimonial dell’ evoluzione della Germania, sempre più attenta ai temi ambientali, e dell’ evoluzione del suo partito d’ origine, non più movimento di protesta e nemmeno troppo di sinistra. È che la società tedesca tende al verde, comprese le grandi case automobilistiche, e i Verdi alla normalizzazione (…) D’ altra parte, Cdu e Verdi sono già assieme al governo di città importanti come Amburgo e Francoforte e lo sono stati a Colonia. I Grünen partito di centro? Qualche volta è già così. In questi giorni, per esempio, in Germania si parla molto di Bad Homburg, non lontano da Francoforte, un tempo residenza estiva del Kaiser Guglielmo II, oggi stazione termale e casa della famiglia Quandt, proprietaria della Bmw. Cittadina ricca di tradizione conservatrice. Qui, è appena stato eletto un sindaco verde, Michael Korwisi: segno di come il partito non spaventi più gli elettori benestanti. Casi simili si sono verificati in altre città dell’ Assia ma anche in Baviera e Baden-Württemberg, zone forti dell’ economia e della finanza tedesche. C’ è un po’ di snobismo radical-chic, forse, in questo voto. Ma c’ è soprattutto il desiderio della borghesia tedesca di garantirsi un ambiente piacevole e dei Verdi di non fare più la faccia feroce e rivoluzionaria. La tendenza è per ora più evidente al livello locale, soprattutto perché le tasse rimangono un cuneo tra Grünen e ricchi. «Nella politica locale, che non ha un impatto sulle tasse – ha commentato un editoriale del settimanale Die Zeit – i ricchi votano i Grünen probabilmente per dimostrare a se stessi quanto sono aperti e tolleranti. Votare per un sindaco Verde è un po’ come avere una Toyota ibrida come terza auto». In realtà, il fenomeno non è solo locale: i poveri sono in generale restii a votare i Grünen, i quali, se non fosse per un elettorato senza problemi economici, raccoglierebbero meno consensi. Mentre, per dire, a livello nazionale i sondaggi li danno all’ 11%, nei Länder dell’ Est, decisamente meno ricchi, arrivano solo al sette per cento. I problemi politici e programmatici sarebbero molti, a cominciare dal nucleare, ma alla signora Merkel probabilmente non spiacerebbe portarsi i Verdi al governo. E inchiodarli al centro. Lontani dalla Spd. Un passo che nemmeno Joschka Fischer ha ancora fatto.
Tratto da http://www.corriere.it
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