Un Green New Deal

Il manifesto del nuovo mondo
(Repubblica — 18 novembre 2008 pagina 40 sezione: POLITICA ESTERA)

Un nuovo New Deal. Un “Green New Deal”. Ovvero un grande piano di riforme, per salvare il pianeta dai disastri ambientali ed energetici che incombono sul suo futuro, in modo analogo a quanto fatto dal presidente Franklin Roosvelt per rimettere in piedi l’ America, e il mondo, dalla Grande Depressione degli anni Trenta. Un piano da affidare simbolicamente a un nuovo presidente americano, Barack Obama, che per combinazione il settimanale Time ha appena messo in copertina in una posa roosveltiana e con un titolo dello stesso genere, “Il nuovo New Deal”. A proporre un progetto tanto ambizioso è stato un convegno svoltosi in Inghilterra presso lo Schumacher College, a cui hanno partecipato studiosi ed esperti di spicco dell’ economia mondiale, della finanza, del settore energetico e del movimento ecologista, trai quali Satish Kumar, direttore del Centro di Studi Internazionali sull’ Ecologia della università che ha ospitato il simposio, ex monaco e attivista contro la proliferazione nucleare, Wolfang Sachs, specialista tedesco del Wuppertal Institute per il clima, l’ ambiente e l’ energia, e Ann Pettifor, direttrice di Advocacy International, il cui ultimo libro, “The coming first world debt crisis”, ha previsto la stretta creditizia con due anni di anticipo. Il manifesto per un nuovo New Deal verde parte appunto dalla constatazione che l’ economia globale si trova di fronte a una «triplice stretta»: una combinazione di crisi finanziaria, accelerazione del cambiamento climatico e aumento dei prezzi energetici, aggravato dalla diminuzione delle riserve petrolifere. «È ormai chiaro che la coincidenza di questi tre eventi», afferma il manifesto, «minaccia di creare una tempesta perfetta, qualcosa che il mondo non ha visto dal tempo della Grande Depressione, con conseguenze devastanti». Ispirandosi appunto alla risposta data da Roosvelt alla Grande Depressione, il “Green New Deal” propone una rivoluzione dell’ energia rinnovabile, la creazione di posti di lavoro “verdi” e la regolamentazione del potere distorto del settore finanziario, rendendo disponibile del capitale a basso costo per le priorità più urgenti. Definendo la crisi attuale come la più grande dell’ ultimo secolo, il piano esorta i leader politici a compiere una serie di riforme radicali, trasformando i consumi, l’ energia, il lavoro e la finanza mondiale. La chiave è una “nuova alleanza” tra ambiente, industria, agricoltura e sindacati per mettere gli interessi dell’ economia reale al di sopra di quelli di una finanza “impazzita”. – ENRICO FRANCESCHINI


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