Voto disgiunto e blocchi «mobili» novità in stile Usa nella sfida romana

di RENATO MANNHEIMER
Gli esiti del voto per il Comune e per la Provincia di Roma hanno lasciato sorpresi molti osservatori. Ancora una volta, ci troviamo di fronte ad un risultato per molti versi inaspettato, specie per quel che riguarda la differenza tra il dato relativo al Comune e quello provinciale.
Si tratta di un voto che ha, ovviamente, un forte significato politico e conferma, da diversi punti di vista, alcune tendenze già emerse quindici giorni fa.
La vera novità del voto romano sta nelle opzioni disgiunte certamente manifestate da molti elettori. La Provincia ha riprodotto grossomodo l’esito precedente, mentre il Comune ha dato risultati di segno opposto sia rispetto alla Provincia sia al passato.
Qui sta, evidentemente, il significato politico maggiore, che potrà essere spiegato da analisi più sofisticate dei risultati: pare indubbio comunque che gli elettori abbiano voluto in qualche modo «punire» Rutelli e, al tempo stesso, Veltroni.
Ma, al di là delle indicazioni sugli orientamenti dell’elettorato, il risultato di Roma mostra, con la sua difformità, come siano divenute appannaggio dei votanti — e, in una certa misura, quasi pratica di massa — due tendenze sconosciute sino a qualche lustro fa: la mobilità tra blocchi e il voto disgiunto. Gli elettori hanno voluto esprimere, a torto o a ragione, la loro specifica opinione, al di là delle appartenenze di schieramento.
Un numero rilevante di votanti ha mostrato di essere sempre più slegato dai legami politici tradizionali e di voler scegliere in base a valutazioni maturate in relazione alla specifica elezione. Il fenomeno era già stato sottolineato proprio domenica scorsa su queste colonne poiché aveva in qualche misura caratterizzato anche le ultime Politiche.
Un libro sul comportamento elettorale americano di qualche anno fa, titolava
Voters begin to choose, per sottolineare la mobilità crescente negli Stati Uniti.
Forse è giunto il momento di scrivere un libro analogo anche per il nostro Paese.


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