Confcommercio, famiglie più povere nel 2008, mai così da 20 anni

Non passa giorno che non esca una nuova analisi/ricerca sulla crisi delle famiglie: di reddito, di fiducia, di speranza. Ci vorrebbe un governo forte e autorevole oltre a scelte coraggiose…

Da il Sole24ore.com

Le famiglie italiane nel 2008 spenderanno meno. Stringeranno la cinghia se si tratterà di mangiare fuori casa, per i viaggi o per il tempo libero. La sensazione di impoverimento è ai massimi da 20 anni, lo dice Confcommercio nel suo Rapporto sui Consumi in Italia. Consumi che sono al palo al momento e – cosa più grave – «non si ravvisano chiari segnali di un’inversione di tendenza nel prossimo futuro».
«Per rilanciare i consumi – dice il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli – non c’è altra strada se non quella di ridurre la spesa pubblica e abbassare le tasse». La situazione attuale «che stiamo vivendo ora rende difficile questa operazione, per questo chiediamo alla politica una risposta responsabile e tempestiva».
Le prospettive quindi non sono per niente rosee, sia per i commercianti che per le famiglie italiane. Infatti, dopo la crisi delle Borse, «peggiori risultano le previsioni per il 2008, periodo nel quale si faranno sentire pienamente gli effetti depressivi della riduzione del valore degli immobili» e lo sviluppo della spesa reale delle famiglie residenti dovrebbe rallentare attestandosi all’1,3% per poi risalire nell’anno successivo. A rendere più pesante la situazione, spiega Mariano Bella, direttore del Centro studi della Confcommercio, «le sensazione di impoverimento e difficoltà per le famiglie che ha ormai raggiunto i livelli massimi storici.Il reddito disponibile è stato stagnante o decrescente per 20 anni».
«Il riflesso per il commercio è immediato: non bastano poche variabili di classificazione per identificare il cliente prevalente per tipologia di negozio. Per l’industria – si legge nel Rapporto – è altrettanto vero che non si può pensare un prodotto per aggregati di consumatori. La personalizzazione dei prodotti e servizi appare sempre più necessaria per tutti gli operatori della filiera dei prodotti e dei servizi di consumo».

Dopo la frenata del 2008, Confcommercio prevede comunque una ripresa nel 2009, anno in cui i consumi dovrebbero risalire a +1,8% e la spesa delle famiglie residenti a +1,9%.
Finora, ha spiegato Mariano Bella, responsabile del Centro Studi di Confcommercio, i consumi sono stati tenuti a galla non tanto dal reddito quanto dalla ricchezza finanziaria e immobiliare. Anche questa però, potrebbe subire una contrazione. E «se gli immobili dovessero cominciare a scendere di prezzo, eventualità non esclusa nel generale clima di incertezza, le famiglie ne risentirebbero significativamente, soprattutto al Sud, dove è più alta la percentuale di ricchezza dipendente dagli immobili».

Guardando nel dettaglio ai consumi, a tenere saranno quest’anno soprattutto il settore comunicazione (sia per quanto riguarda i beni che i servizi) e i prodotti durevoli per la casa (come il computer o la tv). Ad aumentare saranno anche le spese per prodotti medicinali, articoli sanitari e servizi sociali, tutte voci legate all’invecchiamento della popolazione. Andranno invece peggio gli alimentari.


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