La nuova scesa in campo

Mentre i commenti si concentravano sulla sconfitta di Berlusconi e sulle prese di distanza di Fini e Casini, il leader di Forza Italia ha spiazzato tutti dando l’annuncio della formazione di un nuovo partito politico. In questo modo è tornato rapidamente al centro della scena politica. Sono interessanti le parole usate: un partito che “nascerà dalla gente” e “farà a meno dei professionisti della politica”, nascerà “contro i parrucconi della politica”.Con la fiducia nei partiti a livelli bassissimi, Berlusconi ha colto l’occasione per tornare allo spirito del ’94. Riuscirà ad essere credibile e dar vita ad un soggetto in grado di rivaleggiare con il PD per la conquista degli elettori alla ricerca di novità? 


4 thoughts on “La nuova scesa in campo

  1. L’impressione è che la ridiscesa in campo di Berlusconi, questa volta, non possa godere delle sorti benevole del 1994. Il classico colpo di teatro berlusconiano, questa volta, ha spiazzato tutti, anche i suoi più stretti collaboratori di (ex?) partito.
    In queste ultime settimane il leader di F.I aveva perso il controllo dell’agenda mediale a favore di un rampante Gianfranco Fini, che veniva ormai additato da opinionisti ed analisti della scena politica nazionale come il principale, se non unico, competitor di Walter Veltroni. Ma a Berlusconi è bastato un pomeriggio, una frase lanciata dal tetto di un’auto cirondata da una folla in delirio, per rovesciare, ancora una volta, la situazione.
    I fondi di oggi dei principali quotidiani nazionali ( si veda, ad esempio l’editoriale di Ostellino sul Cds) dimostrano che Berlusconi è riuscito nel suo intento primario, riprendere il pallino della Cdl. Il “problema”, però, e qui veniamo alla nota dolente dell’ultima operazione berlusconiana, è che con il nuovo Popolo delle libertà con relativo “no” secco di An (a fronte del solito “ni” in tipico stile centrista dell’Udc), la Cdl si è ufficialmente sciolta.
    Ora Berlusconi rischia di rimanere leader di se stesso, senza più un partito, senza classe dirigente e senza struttura sul territorio. Quella struttura che, non a caso, nonostante le remore del suo leader che continua a non credere nel professionismo della politica e nella rigida regolamentazione delle sue strutture, F.I era stata costretta a formare a quattordici anni dalla sua nascita, avendo raggiunto una dimensione tale da rendere ingestibile il partito senza un “appesantimento” della sua struttura direttiva.
    Difficile dire, oggi, se e quanti colonnelli seguiranno il presidente in questa operazione da un lato ambiziosa dall’altro totalmente dissennata. Risulta ancora meno comprensibile, poi, la scelta di fondare questa nuova, mastodontica, creatura continuando a chiedere di andare al più presto alle urne. E’ vero che Forza Italia nasce nel 1993 a pochissimi mesi dal voto. Ma il contesto socio politico era completamente differente e Berlusconi era “l’uomo nuovo” della politica italiana. Cosa che, invece, oggi, a settant’anni e con due governi alle spalle, non è più.

  2. Perché “leader di se stesso, senza più un partito, senza classe dirigente e senza struttura sul territorio”? In realtà Berlusconi si porta dietro tutta Forza Italia e, al momento, qualche esponente di altri partiti. La questione è saprà far apparire nuovo un partito composto da solamente esponenti di Forza Italia? Che ruolo avrà la Brambilla? Ciò che è evidente è che potrà dire “l’altra volta non ho fatto abbastanza perché avevo la zavorra degli alleati”. A farlo apparire “nuovo” potrebbe essere il contesto competitivo fortemente rinnovato nell’offerta elettorale.

  3. I miei dubbi sorgono dal fatto che questa non sia stata un’operazione concertata con i suoi più stretti collaboratori. I tempi, il contesto ed il modo in cui Berlusconi ha annunciato il suo progetto mi fanno pensare ad un’operazione di pancia fatta a suo uso e consumo per distruggere le ambizioni di Fini ed i tira e molla di Casini. L’impressione, personale e discutibilissima, è che Berlusconi abbia accelerato troppo i tempi, bruiciando le tappe di quello che è, in realtà, un lungo, ma lentissimo, processo di metamorfosi, in atto già da qualche mese che porterà al partito unico anche nel centrodestra. Ora, questo popolo della libertà brambilliano, che non piace e non potrà mai piacere ai colonnelli di F.I. (Dell’Utri e Tremonti in primis) perchè appartenenti ad un altro modo di fare e pensare la politica, rischia di essere una creatura incompiuta, prematura e, quindi, perdente, nel confronto diretto con una realtà in un maggiore stato di maurazione quale è il PD veltroniano. Pur ammettendo, come dice lei, anche se io mantengo qualche riserva, che la nuova creatura berlusconiana manterrà i quadri e la base elettorale di Forza Italia, è pur vero che il Pdl rimarrà inchiodato al 30% che, pur facendolo rimanere il primo partito italiano, non gli consertirà certo un governo in solitaria. Resta quindi insoluto il problema coalizione e relative ambizioni dei leader dei partiti alleati. A meno che, ma mi risulta molto difficile, allo stato dell’arte, credere in quest’ipotesi, Bossi, Fini e Casini non decidano di sciogliere le proprie formazioni facendole confluire in un unico maxi contenitore liberale.
    L’idea mi sembra alquanto lontana dal realizzarsi. Ma allora, perchè tutto questo trambusto?

  4. scelta discutibile fatta in un momento sicuramente sbagliato. ora berlusconi e la destra intera non potranno più calcare su quel tema che da un anno e mezzo accompagna la richiesta di un ritorno alle urne: l’accentuata divisione interna alla maggioranza. oggi l’opposizione è più spaccata della maggioranza e berlusconi ha allungato la vita a un governo che sembrava costruito per implodere. e invece è imploso il centro-destra. sul breve periodo quello di berlusconi può sembrare un clamoroso autogol, vedremo cosa succederà a medio-lungo termine. mi chiedo però perchè berlusconi non abbia fatto tutto ciò nella primavera 2006: aveva perso le elezioni e un alleato come casini (che riteneva “esaurita l’esperienza della cdl”) pertanto poteva apparire logica la volontà di chiudere una lunga e proficua stagione politica e dare vita a una nuova. ma adesso che l’udc sembrava esser rientrato nei ranghi e che l’intero centro-destra poteva cavalcare il malcontento popolare verso l’esecutivo in carica (testimoniato dalla raccolta firme promossa da fi) per mandare a casa prodi ecco questa “bomba” che manda in frantumi l’opposizione. io ho 2 ipotesi (che non si escludono a vicenda):
    1. il cavaliere ha avvertito come primaria (e prioritaria rispetto alla spallata al governo) l’esigenza di rispondere prontamente all’idea di una politica “nuova”, suscitata presso l’elettorato dalla nascita del pd, volendo porsi da subito come rivale unico di veltroni e dando pertanto il via ad una lunga campagna elettorale finalizzata alle elezioni 2009, con le quali magari ripristinare un sistema partitico stile prima repubblica con il suo ppdl a far le veci della dc e il pd quelle del psi (vedremo venerdì dopo l’incontro tra i 2 leader se le 2 realtà politiche potranno collaborare o saranno destinate allo scontro)
    2. berlusconi ha approfittato del momento di debolezza di an dovuto alla nascita di “la destra” per assestare il colpo del ko all’alleato di lunga data col quale si era rotto qualcosa.
    che cosa ne dite? sarà anche fantapolitica ma io ci capisco sempre meno…

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