È la Francia il «paradiso» fiscale per le famiglie

IlSole24ore.com pubblica una interessante comparazione sui provvedimenti fiscali a favore delle famiglie nei vari Paesi Europei.

È la Francia il «paradiso» fiscale per le famiglie
di Salvatore Padula

È la Francia il “paradiso” fiscale delle famiglie. Nessun Paese europeo — anzi, probabilmente, nessun Paese in assoluto — riserva ai nuclei un trattamento di favore come quello accordato da Parigi. Merito, certo, del “quotient familial”, il complicato sistema che consente di calcolare l’imposta sul reddito in funzione delle persone fiscalmente a carico. Sta di fatto che una famiglia di quattro persone, con coniuge e due figli a carico, e un unico reddito di 25mila euro, non paga praticamente alcuna imposta: solo 52 euro. Che diventano poco più di 2.500 se lo stesso nucleo conta su un unico reddito da 50mila euro all’anno.
Solo la Germania riesce a tenere il passo, pur rimanendo ben distanziata dai livelli di tassazione incredibilmente bassi garantiti ai cittadini d’Oltralpe. Nell’esempio, la famiglia tedesca paga meno di 700 euro su 25mila di reddito e quasi 7.200 su un guadagno annuo di 50mila.
E l’Italia? A metà strada. Per chi vuol vedere il bicchiere mezzo vuoto, il nostro Paese non può assolutamente competere con Francia e Germania. Per chi, invece, lo vede mezzo pieno, il trattamento fiscale garantito in Italia alla famiglia non è poi così diverso da quelli applicati in Gran Bretagna, Austria e Spagna. Anzi, sui redditi più bassi — i soliti 25mila euro per la famiglia di quattro persone, di cui tre a carico — si pagano 1.725 euro di tasse (in realtà l’Irpef è 3.200 euro, ma si tiene conto anche dell’effetto degli assegni familiari): un livello molto più favorevole rispetto ai Paesi appena citati. Ma a 50mila euro i ruoli si invertono e l’Irpef sale a 13.217 euro (13.763 senza assegni). Con un’aliquota media superiore al 26%, contro il 25,6 dell’Austria, il 21,1 della Spagna e il 17,9 della Gran Bretagna. Per tacere, naturalmente, del 5% della Francia. Quando il reddito sale, poi, il divario cresce: e l’Italia è sempre fanalino di coda nella tassazione delle famiglie più benestanti.
I confronti fiscali, si sa, sono spesso scivolosi. Specie quando si mettono a fronte realtà e tenori di vita distanti tra loro. Le differenze di struttura tra i sistemi sono tali e tante da sconsigliare paragoni frettolosi: in alcune realtà, solo per fare alcuni esempi, può essere molto più consistente il livello dei contributi sociali oppure possono essere riconosciuti aiuti simili ai nostri assegni familiari, oppure ancora può non essere omogeneo il sistema delle deduzioni e delle detrazioni per determinate spese o il livello delle tasse locali. Ma è evidente come il divario sia innegabile e da indagare con attenzione, se si vuole davvero approdare a una politica tributaria efficace per la famiglia. Qualche passo in avanti, grazie agli ultimi tre interventi sull’Irpef, è stato fatto. Lo suggeriscono le difformità di prelievo tra single e nuclei (ma solo sui redditi più bassi): i primi, a 25mila euro, pagano il 20% di aliquota media; le seconde si fermano al 6,9.
Il 2007, comunque, è un anno di grandi manovre sull’imposta personale. Non è, infatti, solo l’Italia ad aver adottato nuovi criteri e nuovi valori. Dalla Spagna alla Francia passando per la Germania, anche altri Paesi applicano quest’anno aliquote e scaglioni rivisti, ma anche ritocchi sulle regole di calcolo dell’imposta.
In alcuni casi, come per la Germania, si tratta del completamento della riforma avviata nel 2000, che si traduce in una rimodulazione di alcune aliquote. Così, da quest’anno, i tedeschi sperimentano la “tassa sui ricchi”, che colpirà con aliquota del 45% i redditi oltre 250mila per i single o di 500mila per le famiglie.
Altre volte, è il caso della Spagna, l’intervento si presenta con modalità più strutturali. Obiettivi della riforma fatta da Madrid è la ricerca di una maggior equità fiscale, anche attraverso la riduzione dell’Irpf (l’equivalente dell’Irpef) con l’incremento dell’area esente e il taglio al 43% (contro il 45 del 2006) dell’aliquota massima.
Novità si applicano anche in Francia, dove sui redditi 2006 (per la dichiarazione che si presenta nel 2007) sono stati accorpati aliquote e fasce (da 7 a 5), bloccando il prelievo massimo al 40% contro il precedente 48,09. Scaglioni adeguati anche in Gran Bretagna, mentre l’Austria è — tra quelli osservati — l’unico Paese a non aver introdotto modifiche.


5 thoughts on “È la Francia il «paradiso» fiscale per le famiglie

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