Il logo di Alleanza per l’Italia 11 Novembre , 2009
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Rutelli ha presentato nome e logo del suo nuovo progetto politico.
Cosa ne pensate?

I lettori pagano le inchieste 11 Novembre , 2009
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Il progetto si chiama «community funded reporting». Letteralmente giornalismo finanziato dalla rete. E fa capo alla associazione non propfit spot.us. Una realtà nata giusto un anno fa sulla base di un’idea molto semplice: mettere insieme lettori, giornalisti free-lance ed aziende editoriali. Registrandosi sul sito, i lettori possono proporre temi su cui investigare. Ed eventualmente mettere a disposizione una somma con cui finanziare il lavoro dei reporter. Questi, dal canto loro, possono proporre inchieste e raccogliere sostegno dalla community. Infine ci sono le aziende editoriali che, se interessate, possono acquistare l’inchiesta. E in questo modo rimborsare i contributi dei sostenitori. Soldi che, trattandosi di organizzazione no profit, sono deducibili fiscalmente. Nella sua edizione del 10 novembre il New York Times ha pubblicato un’inchiesta della giornalista Lindsey Hoshaw, sull’inquinamento nell’Oceano pacifico. Un servizio finanziato anche grazie a più di cento utenti del sito spot.us che hanno messo insieme 10mila dollari per contribuire all’inchiesta. È la prima volta che un quotidiano del calibro del Times pubblica un lavoro di questo tipo. (da www.ilsole24ore.com)
Moral Politics 27 Ottobre , 2009
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UC Berkeley professor of Cognitive Science and Linguistics George Lakoff explores how successful political debates are framed by using language targeted to people’s values instead of their support .
Una lezione del 2005 sulle differenze tra repubblicani e democratici nel framing…
Lo stile della signora Merkel e della politica tedesca 18 Ottobre , 2009
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di Claudio Magris (tratto da Il Corriere della Sera, 12 ottobre 2009, p.12)
(…) Ma la Germania ha dato soprattutto una lezione di stile. Nella coalizione del governo uscente, ha prevalso una sostanziale lealtà fra le varie componenti, ignota in Italia. I socialdemocratici non si sono sognati di boicottare il governo di cui facevano parte per indebolire il leader, mentre in Italia le pugnalate più letali e traditrici vengono inferte all’ interno delle coalizioni di governo, fra i partiti che lo costituiscono. Inoltre – e questa è forse la lezione più grande – Angela Merkel ha dimostrato che si può governare e vincere le elezioni continuando a far politica in modo serio e corretto, a differenza di quanto avviene in Italia e sta iniziando ad avvenire pure in Francia e in Spagna. Non è detto, grazie a Dio, che la politica debba essere pop. Anche Angela Merkel, ovviamente, va in televisione e immagino si compiaccia di una buona audience, ma sa che l’ audience è un metro del successo e non, come credono altri, il successo. Per distrarsi, la sera guarderà anche lei programmi scacciapensieri, ma sa bene che la politica e l’ isola dei famosi sono due cose diverse. Non si sottrae a qualche dibattito televisivo, ma, a differenza che da noi, non lo sopravvaluta e sa bene che la politica si fa veramente altrove e non in una o in un’ altra trasmissione, ancorché stimolante e ben condotta. Allo stesso modo, in Germania i quiz televisivi e gli ex coniugi che discutono in tv le loro magagne, i loro odi viperini e le loro lacrimevoli riconciliazioni non occupano certo in analoga misura, con le loro noiose scemenze, lo schermo. Angela Merkel vive in (e governa) un Paese in cui si fanno ovviamente, come ovunque, costosi fumettoni cinematografici, utili a far passare un paio d’ ore della vita senza pensare a come essa sia così spesso invivibile. Ma ad esempio un ipotetico polpettone sui Nibelunghi non obbligherebbe, come il nostro Barbarossa, i leader politici a sorbirselo anche se non ne hanno voglia, come è toccato a Berlusconi e a Bossi, che magari quella sera avrebbero volentieri fatto altre cose. Di Angela Merkel si conosce lo stato civile, ma non si sa niente di speciale sulla sua vita privata, come è giusto, e lei non si sogna di esibirla e tantomeno di farne uno strumento di propaganda politica, come Berlusconi e anche Sarkozy, il cui divorzio e il cui successivo ultimo matrimonio sono stati orchestrati come una campagna elettorale. In Germania la politica non trascura l’ immagine, ma mantiene in qualche modo il senso della differenza tra la realtà o la politica e l’ immagine, differenza che sembra svanita in Italia e comincia a confondersi pure in altri Paesi. Berlusconi è il maestro di una politica ridotta ad immagine e ad audience, sino al punto di rischiare di diventarne vittima approfittando tuttavia pure di questa immagine di vittima. Una differenza abissale tra lui e Angela Merkel – due esempi radicalmente opposti di fare politica – è che a quest’ ultima non verrebbe neppure in mente di cercare di boicottare la stampa che la critica, anche perché sa che in tal modo firmerebbe la propria condanna, così come non le verrebbe in mente di proclamarsi il più grande Cancelliere della storia tedesca, se non altro per non diventare un personaggio ridicolo. «La Germania che abbiamo amata», scriveva Croce alla fine della guerra, paragonandola malinconicamente all’ infame Germania nazista. Si può forse tornare a dire – con tutte le cautele, i distinguo, le critiche e le riserve del caso – «la Germania che amiamo»
Ecco il paese a crescita zero, meglio le tasse del cemento 10 Ottobre , 2009
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Tratto da La Repubblica (9 ottobre 2009, p.33)
Niente cemento, più tasse. La piccola rivoluzione di Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, venti chilometria sud ovest di Milano, si riduce a pochi ingredienti: un piano regolatore che prevede crescita zero e un aggravio della pressione fiscale.
UN PROVVEDIMENTO per compensare i mancati introiti che il Comune incassa quando concede di costruire. Non un centimetro quadrato dei pregiati terreni comunali compresi fra il Ticino e il Naviglio Maggiore verrà dunque occupato da nuove costruzioni. Si ristruttura solo quel che già c’ è. La piccola rivoluzione i cittadini amministrati da Finiguerra l’ accolgono con favore: per loro vale la pena pagare un po’ più di soldi, ma avere un territorio e un paesaggio intatti.E così, quando vannoa votare per le politiche, assicurano a Pdl e Lega il 65 per cento dei voti, ma quando rinnovano il Consiglio comunale non hanno tentennamenti. La lista civica di centrosinistra guidata da Finiguerra, classe 1971, laurea in scienze politiche, direttore della Biblioteca comunale di Opera, ha preso il 51 per cento nel 2003 e il 62 nel 2007, un mese dopo aver approvato il piano regolatore.